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Feltro

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Il feltro, un materiale tessile di origini millenarie, emerge dall'antica pratica di allevamento degli animali, prodotto in modo artigianale ben prima che le comunità nomadi si convertissero all'agricoltura. La denominazione di feltro si ritiene possa avere le sue radici nella città di Feltre, un tempo apprezzato municipio dell'Impero Romano, noto per la sua specializzazione nella lavorazione della lana e nella commercializzazione di manufatti in lana infeltrita. La sua notevole capacità di resistere all'acqua lo rende perfettamente adatto per applicazioni tanto al chiuso quanto all'aperto.

Utilizzi del Feltro:

  • Ambito Moda: Viene impiegato per realizzare vari accessori di abbigliamento quali cappelli, borse, oltre a mantelle e cappotti, grazie alla sua unica versatilità.

Differenze tra Feltro e Pannolenci:

  • Spessore: La principale distinzione tra feltro e pannolenci risiede nella loro densità; il feltro si caratterizza per essere decisamente più spesso, a fronte di un pannolenci notevolmente più sottile.

Produzione del Feltro:

  • Metodologia di Creazione: Questo materiale si forma attraverso un processo naturale che vede la lana (acida) reagire al sapone (basico), ottenuto inumidendo fibre di lana o peli animali cardati con acqua calda e sapone.

Cura del Feltro:

  • Metodi di Pulizia: Si suggerisce l'utilizzo di una quantità limitata di detersivo specifico per lana diluito in acqua tiepida, procedendo poi a spazzolare delicatamente il materiale fino all'eliminazione delle impurità.


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Il feltro rappresenta una categoria di materiale tessile particolare, distinto per essere una superficie non tessuta, ossia non presenta una struttura ordinaria composta da trama e ordito. La produzione del feltro, sia attraverso metodi artigianali che industriali, si avvale della specifica caratteristica morfologica della lana: la sua superficie ricoperta di scaglie. La formazione del feltro avviene tramite una reazione chimica innescata dall'incontro tra la lana, una sostanza di natura acida, e il sapone, di natura basica. Il processo prevede l'immersione di fibre di lana cardate (purificate e pettinate per allinearle) o ciuffi di pelo di vari animali (come capre, lepri, conigli, lontri, cammelli), imbevute di sapone in acqua calda, seguita da un'azione meccanica di sfregamento a mano o con macchinari. Attraverso l'azione di sfregamento e pressione, le fibre si legano strettamente tra di loro, formando strati sovrapposti che si intrecciano. Questo processo, facilitato dal calore e dall'umidità, induce l'indurimento e il consolidamento del materiale, risultando nell'infeltrimento. Il tessuto così ottenuto guadagna in resistenza grazie al restringimento delle fibre, che viene intensificato passando il materiale attraverso dei rulli in un processo noto come follatura, il quale mira a compattare ulteriormente il feltro riducendone il volume e aumentandone la compattezza.